Chicago, Illinois: due giorni in città

U.S.A. Road Trip 2023, Partenza e Arrivo a Chicago

Siamo stati a Chicago nell’Agosto del 2023. Sia per me che per Margherita era la prima volta in città ed è piaciuta moltissimo ad entrambi. L’abbiamo scelta come punto di partenza e di arrivo per un lungo viaggio on the road che dall’Illinois ha seguito il corso del Mississippi e la Blues Highway fino a New Orleans, per poi risalire esplorando il Texas.

Dovevamo fare tre notti per visitare la città con agio prima della parte più squisitamente on the road del viaggio, ma a causa di una cancellazione, le notti sono diventate solamente due. Quindi al ritorno abbiamo fatto un’altra notte in centro, per recuperare un po’ di ore in questa città fantastica.

Ecco quello che abbiamo visto in città.

Chicago: Lakeview e Montrose Beach

Prima tappa: Spacious Basement, l’appartamento che abbiamo affittato per questi giorni chicagoani dal buon Lloyd. Il posto è spazioso, pulito, ma sfortunatamente senza finestre, nel quartiere splendido e alberato di Lakeview.

Il parcheggio gratuito in strada è proprio di fronte a casa. Dato che è vicinissimo al Wrigley Field, uno degli stadi di baseball più famosi di tutti gli Stati Uniti, nei giorni di partita occorre un permesso speciale per il parcheggio, ma Lloyd è pronto fornirlo gratuitamente. Ottima soluzione.

Appoggiati i bagagli e ascoltate le gentili istruzioni del padrone di casa, riprendiamo l’auto per andare verso Montrose Harbor, porticciolo circondato da un bel parco sul Lago Michigan. Dal Moonrise Observation Point One si gode una splendida vista sulla città.

La stanchezza accumulata dal volo transoceanico, le numerosissime merde di cane e un losco figuro che staziona nella macchina accanto alla nostra inquietandoci un poco, non ci permettono di godere appieno del parco. Decidiamo di andare a cena.

La deep dish piazza più buona della città

La scelta ricade su Pequod’s Pizza, consigliato dal mitico Francesco Costa, che pare faccia la pizza tipica di Chicago più buona del mondo.              

Attesa notevole, ma effettivamente pizza niente male. Alta e super farcita, con una crosta ricoperta di formaggio abbrustolito dal contatto con il metallo del tegamino in cui viene cotta. Non assomiglia alla pizza cui siamo abituati in Italia, ma è innegabilmente buona.

Dopo due fette siamo pieni e quindi ci facciamo fare un cartoccio e torniamo da Lloyd a dormire e cercare di recuperare un po’ di fuso.

Chicago: Loop in metropolitana

La mattina del giorno seguente svegliamo presto e andiamo verso la fermata della metro per farci portare in centro senza usare la macchina.

La Brown Line ci porta nel Loop, il vero centro economico della città. La metro è sopraelevata e fa un giro circolare attorno a downtown (da qui il nome loop), ci regalandoci degli scorci davvero notevoli.

Il cielo è coperto, ogni tanto spioviggina, ma temperatura niente male per essere Agosto.

Il Millennium Park

Scesi dalla metro, facciamo un giro al Millennium Park: The Bean, Jay Pritzker Pavillion, Millennium Monument, Crown Fountain… Zona ovviamente molto turistica, ma inevitabile per chi come noi è alla prima volta in città.

Tutto molto bello e poca gente in giro al mattino presto.

Decidiamo che il tour in barca è meglio farlo nel pomeriggio, dato che ora nubi basse nascondono le cime dei grattacieli più alti.

Chicago Cultural Center

Andiamo a visitare il Chicago Cultural Center. Non sapevo della sua esistenza, ma è una bella scoperta sia dal punto di vista architettonico, sia per l’uso degli spazi per iniziative culturali. Se andate a Chicago e c’è brutto tempo, è senza dubbio un posto dove passare un’oretta al riparo dalle intemperie.

A zonzo per il Loop

Le strade iniziano a popolarsi di gente colorata diretta al Lollapalooza, la cui entrata è proprio nella zona che stiamo girando. Passiamo davanti all’incrocio che costituisce il punto di inizio della Route 66, la strada più famosa d’America, che l’anno scorso abbiamo percorso nel tratto che va dall’Arizona a Los Angeles.

Entriamo nel Fine Art Building per visitare una libreria piccola, ma molto bella: Exile in Booksville.

Ci addentriamo nei meantri di downtown fino al Printer Row Park, per visitare un’altra libreria: Sandmeyer’s Bookstore.

Intanto incontriamo murales con citazioni della non molto amata Vice Presidente Kamala Harris.

Il Chicago Art Institute

Poi via verso il Chicago Art Institute, museo enorme, visitato tutto senza prima pranzare, lottando contro la fame, l’aria condizionata, ma ammirando opere davvero notevoli.

Il tour dell’architettura in battello

Usciti dal museo, pranzo veloce da Shake Shack appollaiato su uno sgabello fuori misura per il tavolo (dannato Lallapalooza) e poi via verso l’Architecture Centre a prendere i biglietti per il tour in battello.

L’architettura di Chicago è pazzesca, diversa da quella di tutte ogni altra città americana a causa della sua storia unica. Tutta la città è infatti stata devastata da un gigantesco incendio che ha portato alla ricostruzione del centro in epoca più moderna rispetto ad altre downtown americane. La prospettiva dei grattacieli visti specie dal livello del fiume è incredibile e il tuur merita indubbiamente ogni penny speso. Le spiegazioni della guida sono molto interessanti e nonostante l’inizio bagnato dalla pioggia, ci siamo proprio divertiti.

Riverwalk, Chicago Theatre e il Richard J. Daley Center

Percorriamo per un tratto il grazioso riverwalk, che permette di godersi la calma del fiume senza il rumore del traffico cittadino.

Rientriamo dentro downtown per passare davanti alla famosa insegna del Chicago Theatre e poi andiamo a vedere la statua di Picasso che fa bella mostra di sè davanti al Richard J. Daley Center (già sede delle Wayne Industries in uno dei film di Batman).

Ovviamente non prima di esserci fermati a prendere dei popcorn al formaggio al Garret Popcorn Shops.

Logan Square

Prendiamo la Blue Line a Washington per andare a visitare Logan Square. Stanchi per la giornata e per il fuso orario, non cogliamo i consigli della Lonely Planet sul quartiere e dopo una breve passeggiata da una fermata di metro all’altra, torniamo casa.

Il tempio di Michael Jordan

Colazione di buon ora in uno Starbucks vicino casa, poi rifacciamo i trolley e lasciamo il nostro primo giaciglio U.S.A. Dato che abbiamo perso un giorno in città a causa dei voli, decidiamo di vedere qualche altra cosa in macchina, prima di andare verso sud.

Ci dirigiamo verso lo United Center, per una foto d’obbligo al palazzetto dei Bulls, anche se purtroppo non riusciamo a vedere la statua dedicata a Michael Jordan.

Pilsen, il quartiere latino della street art

Ci spostiamo di qualche chilometro per andare a visitare Pilsen, quartiere latino pieno di murale.

Parcheggiamo davanti alla casa/studio di Hector Duarte e facciamo una passeggiata per i dintorni, completata da una seconda colazione.

Di nuovo in macchina, questa volta direzione Open Books Pilsen, libreria e centro di volontariato per scambio di libri usati. Bella iniziativa, dove Margherita ha comprato un libro che non ricordo proprio.

Ultima tappa a Chicago prima di partire per il viaggio on the road, il Gwendolyn Brooks Park per una foto al busto e all’installazione a lei dedicata.

Il ritorno in città

Rientriamo in città dopo una ventina di giorni in giro per il Midwest e il South e ci dirigiamo subito in centro. Questa volta non siamo in appartamento, ma in un hotel che ci permetterà di raggiungere il fiume e il riverwalk a piedi. Unica pecca? Il parcheggio. L’albergo non ce l’ha e il multipiano a fianco ci costerà circa 80€. Purtroppo non c’erano soluzioni meno costose, o almeno noi non le abbiamo trovate.

Dopo esserci sistemati, è già ora di cena. Optiamo per una pizza da Lou Malnati. Fila notevole per poter avere un tavolo. La pizza è buona, ma nulla di paragonabile a quella di Pequod mangiata durante la nostra prima visita.

Il fiume di notte

Chicago di sera è veramente splendida. Facciamo una passeggiata su uno dei ponti e poi di nuovo sul riverwalk. Le luci dei grattacieli che si specchiano sull’acqua è un’immagine davvero suggestiva e una degna conclusione per il nostro viaggio.

Un video di Francesco Costa per approfondire

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