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Cavallo Pazzo di Larry McMurtry

Ho appena finito di leggere Cavallo Pazzo di Larry McMurtry e volevo scrivere subito un paio di cose su questo libro, che anticipo, mi è piaciuto davvero molto.

Devo ammetterlo: ho iniziato Cavallo Pazzo non sapendo nulla. Non dico che mi aspettassi un altra epica epopea western come la quadrilogia di Lonesome Dove, ma in effetti già pregustavo un altro romanzo sullo stile dei precedenti che avevo letto. La sorpresa – piacevolissima – è stata scoprire invece un vero e proprio saggio storico. Un testo breve, ma densissimo, costruito con fonti, note, confronti tra testimonianze e soprattutto con una costante riflessione sul metodo di indagine.

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Un racconto oltre la leggenda

McMurtry non si limita a raccontare la vita di Cavallo Pazzo, ma ne smonta, analizza e problematizza la figura. Si interroga continuamente su cosa significhi scrivere la biografia di un uomo che non ha lasciato nulla di scritto, le cui poche, pochissime parole, sono giunte filtrate da altri, spesso trascritte da interpreti, e quasi sempre reinterpretate dal testimone secondo la propria visione personale.

Come si può ricostruire il pensiero di un uomo che parlava poco, che rifuggiva la ribalta pubblica e che per lunghi periodi della sua vita visse isolato o in piccoli accampamenti con pochissimi testimoni diretti?

L’incertezza delle fonti

Una delle parti più affascinanti del libro è proprio la riflessione sull’incertezza delle fonti. Quando la tradizione è orale, il racconto cambia con il tempo, si carica di simboli, si mitizza. Quando le fonti scritte sono quasi esclusivamente quelle dei bianchi vincitori, la prospettiva è inevitabilmente parziale. E quando la figura storica è ormai trascesa a leggenda, come nel caso di Cavallo Pazzo, distinguere l’uomo dal mito diventa un’impresa quasi impossibile.

McMurtry affronta questa difficoltà con onestà intellettuale: non finge certezze dove non ce ne sono. Al contrario, espone i vuoti, le contraddizioni, le ipotesi ed è proprio questa trasparenza metodologica a rendere il testo così convincente.

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Arte nativa a Cody, Wyoming – Agosto 2025

Storie di uomini

Il merito dell’autore è anche quello di non indulgere in santificazioni. I capi – siano essi condottieri bianchi come George Armstrong Custer o leader nativi come Coda Chiazzata – vengono raccontati mettendone in luce senza timori vizi e virtù, grandezze e debolezze. Non c’è agiografia, ma nemmeno demonizzazione: solo il tentativo di comprendere uomini immersi in un conflitto storico più grande di loro.

Uno degli aspetti che più ho apprezzato è stata descrizione molto dettagliata delle diverse tribù, bande e famiglie in cui i nativi erano divisi e la sincerità con cui si descrivono i rapporti conflittuali fra essi. Senza visioni monolitiche da film wester bianchi contro selvaggi, senza indulgere in facili fascinazioni per l’indigeno ingenuo e dalla vita pura in simbiosi con la natura.

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Teschi di bufalo proprio accanto al Custer Battlefield Trading Post, nella Nazione Crow, Montana – Agosto 2025

Storie di clan e famiglie

McMurtry racconta con sincerità di come i tradimenti non fossero esclusiva dei bianchi, ma comuni anche fra varie fazioni dei nativi e di come proprio invidie e antipatie siano state molto probabilmente la causa della prematura scomparsa di Cavallo Pazzo.

Per fare un esempio, ecco alcune delle tribù che l’autore descrive nel libro, con usi e costumi diversi, diverse reazioni all’arrivo dell’uomo bianco nei loro territori e spesso in guerra fra loro, molto più che con l’esercito americano.

Lakota (Sioux occidentali) – Nel libro spesso si usa il termine “Sioux”, ma McMurtry è attento a distinguere le diverse articolazioni interne:

  • Oglala Lakota – la banda di appartenenza di Cavallo Pazzo.
  • Brulé (Sicangu) – guidati da figure come Coda Chiazzata.
  • Hunkpapa Lakota – associati a Toro Seduto.
  • Miniconjou
  • Sans Arc (Itazipco)
  • Two Kettles (Oohenonpa)

Cheyenne

  • In particolare i Cheyenne del Nord, alleati dei Lakota nelle guerre contro l’esercito statunitense.

Arapaho

  • Anch’essi presenti nelle coalizioni delle Grandi Pianure.

Crow

  • Tradizionali rivali dei Lakota, talvolta alleati dei bianchi.

Pawnee

  • Altro gruppo spesso in conflitto con i Lakota.
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Parcheggi riservati nella Nazione Crow, Montana – Agosto 2025

Uno pezzo di storia americana

Attraverso la figura di Cavallo Pazzo, il libro illumina un capitolo di storia americana spesso eclissato dalla Guerra di Secessione o dall’epopea più “romantica” dell’Ovest. Racconta il tramonto di una grande civiltà – quella delle popolazioni native – e l’affermarsi di un’altra, fondata sì su una netta superiorità militare, ma anche su tradimenti, pressioni politiche, trattati disattesi e macchinazioni.

Una storia di battaglie (su tutte quella di Little Big Horn), trattati, grandi adunate e stermini. Un vero colpo da maestro quando per descrivere l’aspetto che doveva avere una delle più grandi adunate di popoli naviti, McMurtry prende in prestito la descrizione di una grande adunata di tribù africane descritte dai colonialisti britannici.

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La zona dove si combattè la battaglia di Little Big Horn, in Montana – Agosto 2025

La storia di un territorio bellissimo

Il teatro di questa vicenda è un territorio sconfinato e conteso: le Black Hills, le Big Horn Mountains, le pianure fra South Dakota, North Dakota, Montana, Wyoming e Nebraska. Una terra bellissima e ricca, proprio per questo destinata a diventare oggetto di conquista e scontro.

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La strada fra le BigHorn Mountains in Wyoming – Agosto del 2025

In definitiva, Cavallo Pazzo è un saggio breve ma stratificato, che indaga una figura iconica cercando di andare oltre stereotipi e semplificazioni. È un libro che invita a diffidare delle narrazioni troppo lineari, a riconoscere il peso delle fonti, e ad accettare che la storia – soprattutto quando nasce dall’oralità e dalla sconfitta – è sempre un territorio incerto. Ed è forse proprio questa consapevolezza il suo lascito più prezioso.

Ah, e ovviamente aiuta a capire perché Cavallo Pazzo è il soggetto della statua più grande del mondo.

Andrea Stella
Andrea Stellahttps://emmeaservizi.it/
Laureato in Relazioni Internazionali all'Università di Bologna nel 2010, nel 2011 ho conseguito il Master di II Livello in Management presso la Bologna Business School. Dal 2011 al 2020 Marketing Manager, Project Manager ed Account per clienti di diversi settori e dimensioni all'interno dell'Agenzia di Comunicazione Guermandi Group. Dal 2020 al 2024 attivo come Libero Professionista, in qualità di Consulente di Comunicazione e Marketing Digitale. Dal 2025 socio e responsabile area marketing e comunicazione di EMME A Servizi.

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