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Entrare nel mercato spagnolo con un nuovo software

Qualche mese fa per diverse settimane ho lavorato alla costruzione di un’analisi competitiva e di paid search intelligence per l’ingresso di Facturhello nel mercato spagnolo della fatturazione elettronica. Non si è trattato di pianificare direttamente una campagna di marketing, ma di progettare un investimento importante partendo da dati solidi, scenari realistici e una lettura profonda della concorrenza.

Ne ho parlato in una case history uscita oggi sul blog del sito guermandi.it

Perché è stato un lavoro molto interessante

Vi consiglio di leggere la case history perché racconta un approccio diverso rispetto a quello che vediamo accadere spesso nei progetti di internazionalizzazione. Prima di parlare di creatività, landing page o advertising, abbiamo lavorato su numeri, posizionamento competitivo, pressione pubblicitaria, leve persuasive utilizzate dai player già presenti e sostenibilità economica dell’ingresso.

L’obiettivo primario non era creare strumenti di comunicazione o un piano editoriale, ma prima di tutto capire se l’investimento avesse senso e quanto fosse un budget adeguato per entrare nel mercato come player importante e non come uno dei tanti.

Per capirlo, con il team abbiamo analizzato:

  • volumi di ricerca e intenzione degli utenti,
  • presenza SEO dei competitor,
  • struttura delle campagne Google Ads,
  • testi completi degli annunci attivi,
  • posizionamento comunicativo (prezzo, compliance normativa, semplicità, assistenza).

Tutto è confluito in un report strategico strutturato, con scenari di investimento e KPI realistici. Non un documento teorico, ma uno strumento decisionale.

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La vera difficoltà: scegliere le metriche giuste

Se dovessi indicare l’aspetto più complesso di un’analisi di questo tipo, non sarebbe la raccolta dei dati. Oggi strumenti come Google, SemRush, Meta, permettono di accedere a una quantità enorme di informazioni. La vera difficoltà è decidere cosa conta davvero.

Quando si entra in un nuovo mercato, il rischio è farsi travolgere dalle metriche: CPC, volumi, impression, share of voice, trend stagionali, benchmark di conversione. Ma non tutte le metriche hanno lo stesso peso strategico.

La selezione è delicata perché ogni metrica racconta una parte della storia, ma può essere fuorviante se isolata dal contesto. Un CPC alto, ad esempio, può sembrare un ostacolo; in realtà può indicare un mercato maturo e con alta intenzione d’acquisto. Un volume di ricerca elevato può apparire promettente, ma se concentrato su keyword poco qualificate rischia di generare traffico non convertibile.

La sfida è costruire un sistema di lettura coerente, dove le metriche dialogano tra loro e vengono interpretate alla luce degli obiettivi reali dell’azienda. Non si tratta di misurare tutto, ma di misurare ciò che incide sulle decisioni.

Leggi la case history completa sul sito dell’agenzia

Andrea Stella
Andrea Stellahttps://emmeaservizi.it/
Laureato in Relazioni Internazionali all'Università di Bologna nel 2010, nel 2011 ho conseguito il Master di II Livello in Management presso la Bologna Business School. Dal 2011 al 2020 Marketing Manager, Project Manager ed Account per clienti di diversi settori e dimensioni all'interno dell'Agenzia di Comunicazione Guermandi Group. Dal 2020 al 2024 attivo come Libero Professionista, in qualità di Consulente di Comunicazione e Marketing Digitale. Dal 2025 socio e responsabile area marketing e comunicazione di EMME A Servizi.

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