Negli ultimi mesi mi sono trovato a lavorare su progetti web molto diversi tra loro. Siti in HTML puro, WordPress con temi editoriali, WordPress con temi custom, WordPress con Elementor, WordPress con builder avanzati.
Da queste esperienze è nato un articolo che ho pubblicato sul blog di Guermandi Group: “Sviluppare un sito WordPress: quale metodo scegliere?”
Qui, sul mio blog personale, voglio togliermi la giacca da “agenzia” e fare un discorso più diretto.

Dietro le quinte: Come scegliere (davvero) il metodo giusto per un sito WordPress
WordPress oggi muove oltre il 40% del web. È un gigante. Ma la domanda che mi sento fare ogni giorno dai clienti è: “Ma come lo fate il sito? Usate Elementor? Comprate un tema? Lo fate da zero?”.
La risposta breve è: dipende. La risposta lunga? Eccola qui, divisa nelle tre strade che percorriamo più spesso, con i loro pro e i loro (spesso taciuti) contro.
1. La strada “Veloce e Visiva”: Elementor e i Page Builder
Parliamoci chiaro: strumenti come Elementor o WP Bakery hanno democratizzato il web design. Ti permettono di trascinare blocchi, cambiare colori e vedere subito il risultato senza toccare codice.
Quando li uso: Quando il budget è contenuto o il cliente vuole poter stravolgere il layout da solo in futuro. Un esempio? Il sito del Dottor Maurizio Magnani: semplice, pulito, gestibile in autonomia dal cliente.
Il rovescio della medaglia: Il codice è “pesante”. Se il progetto scala, le performance ne risentono. Inoltre, sei schiavo degli aggiornamenti: se smetti di pagare i canoni dei plugin, inizi a perdere pezzi.
2. La strada dei Temi Pronti
Qui entriamo nel territorio di temi come Astra o Newspaper. Sulla carta sembrano fantastici: tutto pronto, mille opzioni. La realtà? Spesso è un incubo di sovrapposizioni. Vi racconto un aneddoto: in un progetto abbiamo usato Astra + Elementor. Per cambiare un semplice font mi sono trovato di fronte tre pannelli dove poter fare la modifica: impostazioni del tema, quelle del builder e quelle del plugin “Starter Sites”. Una confusione totale di sovrascritture dove è molto difficile capire chi comanda e dove gli errori sono facilissimi.
Il mio parere: Vanno più che bene per progetti semplici dove non serve un branding distintivo. Questo sito su cui state navigando, dove è il contenuto a farla da padrone, ma la struttura è quella del semplice blog, ho usato il tema Newspaper, ad esempio. Ma se il progetto merita qualcosa di unico, spesso si finisce per combattere contro il tema invece di usarlo,.
3. La strada “Sartoriale”: Sviluppo Custom
Questa è la preferita dalle agenzie strutturate, e quella che scegliamo per i clienti corporate come EBIMC. Qui WordPress fa solo da motore, ma il vestito (il tema) lo cuciamo noi su misura con codice HTML, CSS e PHP.
Perché farlo: Prestazioni al top, sicurezza, e un design che è esattamente quello che serve al brand, senza compromessi. Nessun codice spazzatura.
La verità: Costa di più e richiede più tempo. Ma per un’azienda che vede il web come un asset strategico, è l’unica via seria. E dà anche molta più soddisfazione!
Un occhio al futuro: Headless e React
Per chi vuole spingersi oltre, stiamo lavorando su progetti “Headless”: usiamo WordPress solo per scrivere i testi, ma la parte che vedete voi utenti è fatta in React. È roba complessa, ideale per chi deve integrare gestionali esterni o gestire moli di dati enormi, ma offre una velocità incredibile.
Conclusioni (senza filtri)
Oggi, con l’AI, chiunque può mettere su un sito “carino” in poche ore. Il problema è che spesso i clienti confondono “carino” con “funzionale al business”. Non esiste il metodo perfetto in assoluto. Esiste il metodo giusto per il tuo obiettivo. Se vuoi solo una vetrina, usa pure Elementor. Ma se vuoi costruire un brand solido, lascia stare le scorciatoie e investi in uno sviluppo custom.
Se volete approfondire, vi rimando all’articolo completo che ho scritto per l’agenzia: Sviluppare un sito WordPress: quale metodo scegliere.

Realizzazione siti WordPress professionali – L’articolo completo su www.guermandi.it

