Un anno di letture che ha attraversato l’America profonda, deserti post-apocalittici, campus corrosivi, western crepuscolari e pianure sconfinati. Romanzi duri, lirici, disturbanti. E qualche ritorno necessario ai classici.
Eccoci con l’ormai solita personalissima classifica dei libri che ho apprezzato di più nel corso del 2025!
1. Ruthie Fear – Maxim Loskutoff
Una ragazza cresce nel Montana rurale coltivando un’ossessione romantica e feroce per l’America selvaggia. Ruthie è inquieta, magnetica, autodistruttiva. Il romanzo è un ritratto potente di solitudine, paesaggi sconfinati e illusioni adolescenziali che si trasformano in pericolo.
Un libro bellissimo che intreccia la povertà, passione per le armi, voglia di scappare ed eterno ritorno. Una biografia tra white-trash più che realistico e creature fantastiche. Soprattutto un libro d’amore per la natura ed la Bitteroot Valley in Montana, una terra ai margini, ma in mutamento impossibile da arrestare, nel quale i locali sono vittime scontrose, ma impotenti.
Un romanzo sull’America vera, ambientato nelle valli rese famose dalla serie Yellowstone, ma viste dal lato nascosto dei suoi abitanti più poveri. Aver visto di persona le montagne del Montana proprio nell’Agosto del 2025, ha certamente aiutato ad apprezzare ancor di più questo libro.

2. Diluvio – Stephen Markley
Un grande romanzo corale sul cambiamento climatico e sul collasso politico e morale dell’Occidente. Markley intreccia scienza, militanza, potere e relazioni personali in una narrazione monumentale che racconta l’imminenza del disastro e l’incapacità collettiva di reagire.
Di questo libro avevamo già parlato in un articolo apposito, per questo non mi dilungo qui. Potete saperne di più qui: Diluvio di Stephen Markley: la recensione.

3. Prendila così – Joan Didion
Hollywood, deserto, alienazione. Didion racconta il vuoto emotivo di un’attrice alla deriva nella California anni ’60. Uno stile asciutto e chirurgico per un romanzo sul nichilismo, sulla frammentazione e sulla difficoltà di trovare senso nel rumore contemporaneo.
Davvero un grande romanzo per chi apprezza i personaggi decadenti, sghembi, sbagliati. Personaggi che avrebbero e potrebbero tutto, ma che proprio per questo gettano via e indulgono in autolesionismo emotivo e, a volte, fisico.
Leggendo questo libro capiamo molte delle ispirazioni di Bret Easton Ellis.
4. Le regole dell’attrazione – Bret Easton Ellis
Ed ecco, appunto Ellis.
Campus novel spietato e generazionale. Giovani ricchi, annoiati, emotivamente anestetizzati. Ellis mette in scena il narcisismo e il vuoto morale con uno stile freddo e frammentato che anticipa molte derive contemporanee.
Come detto poco fa per Didion, gli antieroi apparentemente vuoti dei libri di Ellis sono magnetici per chi li sa apprezzare. E io sono certamente fra quelli. A differenza dei libri più recenti, come Le schegge, questo non è un libro di trama. O quasi. Nel senso che la storia che racconta è secondaria rispetto all’affresco che mette in scena con i tanti personaggi in cerca di droga, alcol e sesso.

5. Old King – Maxim Loskutoff
Ancora Montana e ancora Maxim Loskutoff, questa volta alle prese niente meno che con Unabomber. Un uomo segnato dal passato e in fuga da uno Utah che non ha più niente da offrirgli, cerca redenzione tra foreste e comunità isolate. Riuscirà a trovare un nuovo equilibrio, un nuovo amore e anche a ricostruire un rapporto con il figlio, prima che un vicino di casa solitario ed eccentrico non rovini tutto.
Loskutoff esplora mascolinità, senso di appartenenza e rapporto con la natura con uno sguardo ruvido e lirico. Unabomber è presente, ma non è il protagonista: la storia che conosciamo fa solo contorno al fulcro del romanzo, almeno fino all’epilogo finale.

6. Luna comanche – Larry McMurtry
Prequel della saga di Lonesome Dove, è un grande affresco western. Texas, Rangers, frontiera e destino. McMurtry costruisce personaggi epici e fragili, raccontando la violenza e la malinconia di un’America in formazione.
I nostri amati protagonisti, Gus e Call, sono giovani e rampanti, con grandi storie d’amore struggenti e la voglia di avventura che abbiamo già conosciuto negli altri romanzi. L’unico peccato? Che sia l’ultimo della saga.

7. Attraverso spazi aperti – Barry Lopez
Questo non è un romanzo, ma una raccolta di articoli scritti sul campo dal naturalista Barry Lopez. Un ibrido tra memoir e riflessione ecologica.
Lopez attraversa climi e paesaggi dai ghiacci dell’Alaska ai deserti dell’Arizona, interrogandosi sul rapporto tra esseri umani e ambiente. Scrittura contemplativa, etica, profondamente necessaria.
Alcune descrizioni degli uccelli migratori nei laghi del nord della California o delle strette gole del Gran Canyon sono talmente ben scritte e intrise d’amore per la natura, da essere commoventi.
8. La strada – Cormac McCarthy
Avevo visto il film, ma mai letto il libro e devo dire che, da amante degli scenari post-apocalittici, non ha affatto deluso. Anche se l’ambientazione non è che un mero espediente per analizzare e sviscerare i rapporti profondi fra padre e figlio.
Prosa scarnificata, dialoghi ridotti all’essenziale, una meditazione struggente sull’amore e sulla sopravvivenza.
9. Americana – Don DeLillo
Il romanzo d’esordio di DeLillo è un viaggio attraverso media, identità e costruzione dell’immaginario americano. Devo essere sincero, uno dei lavori di DeLillo che mi hanno colpito di più, che ho trovato più efficace in altri romanzi. Tuttavia… E’ sempre DeLillo e quindi riesce a metterti comunque di fronte agli aspetti paradossali della cultura americana.
David Bell è poco più che ventenne e ha già conquistato i vertici di un grande network televisivo: il volto perfetto del sogno americano. Ma dietro il successo si apre un vuoto che Manhattan non riesce a colmare. Decide allora di lasciare tutto e partire su un vecchio camper con una cinepresa e tre compagni eccentrici. Attraversando le province d’America, vuole raccontare ciò che la televisione ignora: volti autentici, rabbia, contraddizioni, vite reali. Il suo viaggio diventa così un tentativo audace e personale di restituire un frammento di verità americana — e di dare senso alla propria storia.
10. Valle umana – Saverio Fattori
Una non-guida di viaggio scritto da un molinellese come me, Saverio Fattori, che è capace di cogliere con ironia aspetti assurdi e lati bellissimi del nostro territorio.
Una esplorazione che porta Saverio da Molinella fino alla foce del Reno, passando dal punto più basso d’Italia, per raccontare di un territorio dalla storia politica più complessa di quello che uno potrebbe immaginare e, soprattutto, strappato all’acqua da un sistema di canali e idrovore incredibile. Un sistema che diamo per scontato e che neanche gli abitanti di qui conoscono più, ma che ci tiene all’asciutto. Quasi sempre.

Special mentions
Riletture, incursioni pop, comfort reading e noir civili: libri che non entrano nella top 10 ma che hanno lasciato traccia.
Portland souvenir – Chuck Palahniuk
Letto in previsione della visita a Portland dell’Agosto 2025. Anche questa una bella non-guida di viaggio che mi ha aiutato molto a comprendere un po’ dell’anima weird della città prima di vederla con i miei occhi. Peccato solo che molti degli indirizzi forniti non esistano più.

Una storia semplice – Leonardo Sciascia
Un romanzo breve con un giallo da risolvere. Scritto benissimo, ovviamente. Lo leggi come un poliziesco e poi ti ritrovi a riflettere sull’omertà, la corruzione e la compiacenza delle forze dell’ordine nei confronti dei potenti.
Confessioni di un gattaro – Matteo Bordone
Un divertissement che strappa più di un sorriso a noi gattari.

Silenziosa sfiorisce la pelle – Tlotlo Tsamaase
Un romanzo che mi hanno consigliato durante Testo. Preso perché la fantascienza e il fantasy di Africa e Asia mi incuriosiscono molto. Un romanzo anticolonialista (un po’ troppo) fantastico-onirico sulla lotta per preservare la propria identità e cultura.
L’ultimo segreto – Dan Brown
Dopo tanti anni, ero curioso di vedere come se la cavasse Robert Langdon. I libri di Dan Brown sono stati ottime letture d’evasione in gioventù, ma devo dire che lo inserisco in questo articolo più per affetto che per meriti. Un Robert Langdon un po’ stanco, che risolve si e no un paio di enigmi in tutto il libro, che si riduce ad un continuo inseguimento. Bella l’ambientazione: mi ha fatto venir voglia di andare a Praga.
Harry Potter e i Doni della Morte, Il Calice di Fuoco, Il Principe Mezzosangue, L’Ordine della Fenice – J. K. Rowling
Per concludere il recupero della saga iniziato nel 2024 e poter capire riferimenti e meme.
Fuori categoria
On the Road – Jack Kerouac
Un libro che è troppo importante per la mia formazione per poter stare in una classifica. Uno dei libri che più mi ha influenzato, che ha fatto nascere in me l’amore per gli U.S.A., per i viaggi in macchina, per la ricerca della libertà, per la scrittura.
Devo dire che il suo apice lo raggiunge leggendolo a 17 anni. Rileggerlo ora, dopo tanti anni, ha entusiasmato si, ma non tanto come allora. Forse perché allora tutto era nuovo. Forse era la sensazione di aver trovato il mio posto in un mondo letterario che fino ad allora mi era stato imposto. Forse era il non conoscere davvero i posti strani in cui si Sal e Dean andavano, dai moli di San Francisco alle strade di Denver.
Il manifesto della Beat Generation, rimane un manifesto della libertà.

