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Il West di Buffalo Bill

Buffalo Bill è una figura leggendaria e la sua presenza si può ritrovare ancor oggi in vari punti dell’Ovest americano. Un po’ per caso e un po’ cercandoli, ci siamo imbattuti in molti luoghi dedicati o frequentati da Buffalo Bill, sia nel viaggio attraverso il Wyoming del 2025, che in quello attraverso il Colorado del 2024.

Buffalo Bill è considerato uno dei più grandi miti americani. Il suo merito principale fu quello di trasformare la vita reale della frontiera in uno spettacolo popolare, contribuendo a creare la narrazione romantica del West che ancora oggi conosciamo attraverso film e libri.

I segni del suo passaggio sono molto evidenti e ne abbiamo raccolti un po’ in questo articolo, ripercorrendo la sua vita per cercare di capire di più su un personaggio contraddittorio ma affascinante e sul suo ruolo nella costruzione dell’identità americana.

Chi era Buffalo Bill

Il nome vero di Buffalo Bill era William Frederick Cody. Nacque il 26 febbraio 1846 a Le Claire, in Iowa. A soli 11 anni, dopo la morte del padre, si unì a un treno di carri per guadagnarsi da vivere. A 14 anni entrò a far parte del Pony Express, il servizio di corriere a cavallo che attraversava le Grandi Pianure, diventando uno dei suoi più giovani e audaci cavalieri. O almeno questo è ciò che lui stesso ha affermato, ma come per molte delle sue avventure, non ci sono prove al riguardo.

Durante la Guerra Civile Americana, si arruolò nel 7º Cavalleggeri Volontari del Kansas, combattendo per l’Unione. Dopo il conflitto, lavorò come scout per l’esercito e come cacciatore di bisonti per le ferrovie. Fu in questo periodo che si guadagnò il soprannome “Buffalo Bill”, in seguito a una gara di caccia ai bisonti contro un altro cacciatore, William Mathewson: pare che in una sola stagione, Cody riuscì ad uccidere 4.300 bisonti per rifornire di carne i lavoratori della ferrovia. Diciamo “pare”, perché anche in questo caso il numero è indicato dal protagonista stesso e sembra quantomeno inverosimile.

Buffalo Bill eroe della frontiera

La fama di Buffalo Bill non si costruì solo sul campo di battaglia o sulla piste dei pony express, ma anche, e in maniera determinante, sulle pagine dei “dime novel” (romanzi a buon mercato), un genere letterario estremamente popolare nella seconda metà del XIX secolo.

Il primo romanzo su Buffalo Bill, intitolato “Buffalo Bill, the King of the Border Men”, fu pubblicato nel 1869 dall’autore Ned Buntline (pseudonimo di Edward Zane Carroll Judson). Buntline, un avventuriero, giornalista e romanziere, incontrò Cody in Nebraska e rimase affascinato dalle sue gesta. La storia, sebbene romanzata, fu un successo immediato e trasformò William Cody in una celebrità nazionale.

I primi romanzi prendevano spunto da fatti reali, come le avventure di Cody come scout e cacciatore, ma li esageravano e li abbellivano in maniera considerevole per renderli più avvincenti per il pubblico. Ad esempio, Buntline spesso descriveva Buffalo Bill in duelli epici contro i capi indiani o in imprese eroiche che, pur ispirate alla realtà, erano spesso fittizie o alterate.

Romanzi e racconti

Con il passare del tempo e con la crescente popolarità di Buffalo Bill, molti altri autori si unirono alla “produzione” di romanzi su di lui. Tra il 1870 e il 1920, furono pubblicati oltre 1.700 romanzi e racconti che avevano Buffalo Bill come protagonista. La maggior parte di queste opere, prodotte da scrittori come Prentiss Ingraham e altri, erano puramente fittizie. Raccontavano storie di rapine a diligenze, salvataggi di donne bianche rapite dagli indiani, e avventure contro fuorilegge e cacciatori di taglie, consolidando la figura di Buffalo Bill come un eroe impeccabile e infallibile.

Cody riconobbe rapidamente il potere di questa forma di pubblicità e, in molti casi, la assecondò e la sfruttò. La sua stessa biografia, “The Life and Adventures of Buffalo Bill”, pubblicata nel 1879, fu scritta con l’aiuto di William L. Visscher e presentava una versione romanzata della sua vita che si allineava con l’immagine pubblica creata dai “dime novel”.

Il Buffalo Bill Wild West Show

Il primo spettacolo del “Wild West” debuttò nel 1883. Non era un circo nel senso tradizionale, ma piuttosto una rappresentazione storica e teatrale della vita nel West. Lo spettacolo includeva:

  • Rappresentazioni di caccia ai bisonti e attacchi indiani.
  • Esibizioni di abilità a cavallo e nel tiro con la carabina.
  • La “Deadwood Stagecoach”, una vera diligenza attaccata da “Indiani” e salvata dagli “scout”.
  • Figure storiche e leggendarie del West, come l’arciere a cavallo Annie Oakley, “Wild Bill” Hickok (per un breve periodo) e, per un certo periodo, il leggendario capo Sioux Toro Seduto.

Lo spettacolo divenne un fenomeno globale, girando il Nord America e l’Europa. In Europa, si esibì di fronte a teste coronate, tra cui la Regina Vittoria d’Inghilterra e il Kaiser Guglielmo II di Germania. Arrivò anche in Italia nel 1890, dove si esibì a Roma, Milano e in altre città, e dove fu ricevuto in udienza da Papa Leone XIII.

Buffalo Bill pioniere e imprenditore

Buffalo Bill non era solo un uomo di spettacolo, ma aveva anche idee originali per lo sviluppo del territorio che aveva contribuito a mitizzare. Con i proventi del suo “Wild West”, investì massicciamente in varie imprese, dalle miniere in Arizona all’allevamento di bestiame in Nebraska e Wyoming.

La sua eredità più duratura come imprenditore si trova nel Wyoming. Nel 1895, Buffalo Bill e un gruppo di investitori fondarono la Shoshone Land and Irrigation Company. Il loro obiettivo era ambizioso: irrigare e insediare una vasta area della Big Horn Basin, una regione arida e remota del Wyoming. Cody aveva visitato la zona anni prima e ne aveva riconosciuto il potenziale, non solo per l’agricoltura ma anche per il turismo, data la sua vicinanza al Parco Nazionale di Yellowstone.

Cody, Wyoming

Nel 1896, la compagnia fondò la città che prese il nome di “Cody” in suo onore. Buffalo Bill si impegnò attivamente nello sviluppo della città, che non era solo un’operazione immobiliare, ma voleva essere una vera e propria visione di una comunità.

Si dedicò a una serie di iniziative imprenditoriali per stimolare l’economia locale. Acquistò vasti terreni per l’allevamento, incluso il suo famoso TE Ranch, che fungeva anche da luogo di soggiorno per ospiti facoltosi e celebrità che venivano a cacciare. Investì anche in miniere di carbone e cercò di avviare trivellazioni petrolifere, sebbene con risultati altalenanti.

Irma’s Buffalo Bill Hotel

Si occupò di ogni dettaglio, dalla pianificazione delle strade ampie alla costruzione di un albergo di lusso, l’Irma Hotel, che aprì nel 1902 e che prese il nome da sua figlia. L’hotel, ancora oggi esistente, era una vera e propria vetrina del progresso e del lusso che Cody sperava di portare nel West.

Ci abbiamo pranzato durante il nostro primo giorno a Cody. Dal patio sul lato del locale che non dà su Main Street ci sono frotte di turisti che si ritrovano in attesa del bus turistico che li porta a visitare le bellezze locali. Buffalo Bill ci aveva visto giusto: Cody è in una posizione davvero strategica per entrare e uscire da Yellowstone e ancor oggi questo permette un notevole afflusso di gente. Come nel nostro caso del resto.

Tenete presente che questa parte del Wyoming è incredibilmente grande e incredibilmente vuota, quindi se si vuole entrare nel parco da sud-est, non ci sono molte alternative alla sosta in questa città.

Buffalo Bill Dam

Il suo progetto più significativo fu la costruzione di un canale di irrigazione, il Cody Canal, che doveva portare l’acqua del fiume Shoshone per irrigare le terre agricole. Tuttavia, il progetto si rivelò più complesso e costoso del previsto, e alla fine Cody cedette i diritti al governo federale. Questo progetto portò poi alla costruzione della diga di Buffalo Bill (rinominata in suo onore nel 1946), un’opera ingegneristica che trasformò la regione formando il lago che ancor oggi porta il suo nome: Buffalo Bill Reservoir.

Buffalo Bill Scenic Byway

Come abbiamo visto, Cody vide il potenziale del turismo molto prima di molti altri. Promosse la città di Cody come “porta d’ingresso” a Yellowstone, incoraggiando le ferrovie a estendere le loro linee fino alla città per facilitare l’arrivo dei visitatori. Nonostante questo, le compagnie ferroviarie fermarono l’estensione prima, a Thermopolis e successivamente a Mandan–Billings, mentre a Cody arrivavano solo le linee di diligenze e più tardi le prime strade carrozzabili. A tutt’oggi Cody non è collegata da ferrovia: si raggiunge solo in auto, bus o aereo (con il piccolo aeroporto Yellowstone Regional Airport).

Tuttavia andare a Cody in auto vale sicuramente la pena: la Buffalo Bill Scenic Byway è una delle strade panoramiche più belle del Wyoming. Collega la città di Cody all’ingresso est del Parco di Yellowstone, seguendo per circa 50 miglia (80 km) il corso del North Fork del fiume Shoshone.

Noi abbiamo percorso questa strada in senso opposto, quindi uscendo dal Parco di Yellowstone e avendo Cody come punto di arrivo di giornata. Una strada veramente fantastica, con panorami strepitosi che variano dalle montagne del parco, alle rocce rosse del canyon scavato dal fiume, dalle rive azzurre della Buffalo Bill Reservoir, fino agli spazi grandiosi delle praterie del Wyoming in prossimità di Cody.

Buffalo Bill Center of the West

Durante il nostro soggiorno a Cody, non potevamo non andare a visitare il Buffalo Bill Center of the West: un complesso museale abbastanza incredibile dedicato all’arte, alla storia, alla natura e alle culture che hanno plasmato il vecchio e il nuovo West. Fondato nel 1917 per preservare l’eredità di William F. “Buffalo Bill” Cody, ospita cinque musei principali e una biblioteca di ricerca, tutti collegati sotto lo stesso tetto, ognuno con un focus specifico.

L’ingresso del museo con l’immancabile statua di Buffalo Bill

Buffalo Bill Museum

Racconta la vita di William F. Cody: sia l’uomo reale che il personaggio leggendario creato tramite lo show itinerante del Wild West. Qui si trovano oggetti personali, costumi, manifesti, fotografie e altri cimeli che aiutano a costruire il ritratto storico e mitico di Buffalo Bill.

Plains Indians Museum

Dedica spazio alle culture dei popoli delle Pianure (Arapaho, Lakota, Crow, Cheyenne, Blackfeet, Pawnee, e altri), con oggetti tradizionali e contemporanei, arte sacra e quotidiana, racconti delle tradizioni. Mostra anche come queste culture vivano oggi.

Whitney Western Art Museum

Il museo d’arte western ospita dipinti, sculture e opere di artisti classici e moderni che hanno rappresentato l’Ovest: Frederic Remington, Albert Bierstadt, Thomas Moran, e altri. Ci sono anche spazi interattivi che mostrano come venivano realizzate certe opere.

Cody Firearms Museum

Una delle collezioni più grandi e complete di armi da fuoco in America. Dai modelli antichi fino alle armi moderne, con esposizioni che aiutano a capire non solo la tecnologia, ma anche il ruolo che le armi hanno avuto nella storia e nella vita quotidiana del West.

Draper Natural History Museum

i concentra sulla natura: la fauna, la geologia, gli habitat del Greater Yellowstone Region. Trovi diorami, esposizioni interattive, perfino sensazioni olfattive, suoni, per immergersi nei diversi ambienti naturali della zona.

McCracken Research Library

Biblioteca di ricerca (Harold McCracken Library) che conserva libri, manoscritti, fotografie, documenti storici. Perfetta per chi ha voglia di studiare, approfondire, scrivere o semplicemente esplorare archivi legati al West, a Buffalo Bill, al Wild West Show, alle tribù dei nativi, alla natura del Wyoming.

Buffalo Bill a Denver, Colorado

Non abbiamo incontrato Buffalo Bill solamente nel viaggio in Wyoming. Lo avevamo già incrociato l’anno precedente in Colorado. Cody infatti trascorse molto tempo anche a Denver, la capitale. Qui il suo spettacolo si esibì più volte e la città lo accolse come un eroe del West. Proprio a Denver morì nel 1917 e, secondo il suo desiderio, venne sepolto sulla cima del Lookout Mountain, da cui si ammira un panorama spettacolare sulle Montagne Rocciose da un lato e sulla città e le grandi pianure dall’altro.

Oggi il Buffalo Bill Museum and Grave è una delle attrazioni più visitate della zona e anche noi non potevamo mancare di andare a dare un’occhiata quando siamo passati per Denver nel 2024.

L’eredità di Buffalo Bill

La figura di Buffalo Bill rimane un simbolo complesso. Fu un uomo che incarnò lo spirito pionieristico dell’Ovest americano, ma fu anche un impresario teatrale che seppe vendere e spettacolarizzare un’epoca. La sua vita, tra realtà e leggenda, ha plasmato l’immaginario collettivo sul Far West, influenzando in modo indelebile la letteratura, il cinema e la cultura popolare.

Come al solito qui negli U.S.A., ciò che è vero e autentico e ciò che è costruito per essere venduto si confondono creando una matassa inestricabile. Come abbiamo scritto più volte in questo blog, però, questo non sminuisce l’importanza della figura di Buffalo Bill. Poco importa se è tutto vero o tutto uno spettacolo: la cosa terribilmente reale è l’influenza sulla cultura di un popolo intero, che poi agisce e si muove nel mondo, anche in virtù di questa cultura.

Buffalo Bill e i nativi americani

Girando per le terre che hanno visto crescere la sua leggenda, non abbiamo potuto evitare di pensare al contraddittorio rapporto di Buffalo Bill con i Nativi americani. Negli anni della sua giovinezza, William Frederick Cody partecipò come scout e guida alle guerre indiane al fianco dell’esercito statunitense. In questo ruolo prese parte a conflitti che contribuirono alla progressiva sottomissione e spoliazione delle popolazioni native.

Con la creazione del Buffalo Bill’s Wild West Show, Cody incluse numerosi nativi americani, soprattutto Lakota Sioux, trasformandoli in protagonisti delle sue rappresentazioni. Da un lato, questo spettacolo contribuì a diffondere stereotipi sul “selvaggio indiano” in lotta contro i pionieri bianchi. Dall’altro, offrì ai nativi un’opportunità di guadagno, viaggio e visibilità in un periodo in cui erano spesso relegati nelle riserve. Molti di loro, tra cui il celebre Sitting Bull, accettarono di collaborare, trovando nel circo una fama e sostentamento, in modo piuttosto discutibile e discusso.

Fun Fact

Buffalo Bill è uno dei personaggi di “Selvaggio Ovest”, il romanzo di Daniele Pasquini. Nel libro si racconta l’episodio in cui William Cody, più noto come Buffalo Bill, portò il suo spettacolo Wild West Show in Italia e di come si macchiaò, attraverso il suo collaboratore Alce Nero, di un furto di cavalli.

Il romanzo è incentrato sui Butteri, i cowboy italiani della Maremma toscana e laziale. Si racconta di come durante lo spettacolo del 1890 i cowboy americani sfidassero i locali in varie prove di abilità e di come i butteri siano stati gli unici a batterli sul loro campo. Il racconto completo qui.

Andrea Stella
Andrea Stellahttps://emmeaservizi.it/
Laureato in Relazioni Internazionali all'Università di Bologna nel 2010, nel 2011 ho conseguito il Master di II Livello in Management presso la Bologna Business School. Dal 2011 al 2020 Marketing Manager, Project Manager ed Account per clienti di diversi settori e dimensioni all'interno dell'Agenzia di Comunicazione Guermandi Group. Dal 2020 al 2024 attivo come Libero Professionista, in qualità di Consulente di Comunicazione e Marketing Digitale. Dal 2025 socio e responsabile area marketing e comunicazione di EMME A Servizi.

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