Laurent de Sutter dialoga con Margherita Carlotti della Libreria Biblion di Granarolo dell’Emilia a proposito di “Per farla finita con sé stessi”: un saggio sull’origine controversa del concetto di sé edito da Tlon.
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L’Approccio dell’Autore
Laurent de Sutter chiarisce subito di non scrivere libri che offrano soluzioni o “strumenti” per la vita quotidiana. Il suo obiettivo è piuttosto quello di “fabbricare macchine per pensare”, testi che pongano problemi e spingano il lettore (e l’autore stesso) a riflettere in profondità. Il suo stile si discosta dalla scrittura accademica tradizionale e trae ispirazione dal romanzo noir o poliziesco, proponendo un percorso che esplora la complessità di un tema prima di suggerire, verso la fine, una possibile “via d’uscita” o una direzione inattesa.
Il Problema del “Sé” secondo Laurent de Sutter
Il libro affronta parole che usiamo quotidianamente ma che, secondo l’autore, sono in realtà astratte e cariche di storia: termini come “soin” (cura), “moi” (io), “soi” (sé) e “persona”.
La tesi provocatoria di De Sutter è che il concetto di “sé” (soi/self) non sia un’idea universale antica o legata alla filosofia fin dalle origini. Al contrario, lo identifica come un’invenzione moderna, nata nel XVII secolo in un contesto molto specifico e strettamente legata al diritto e a forme di controllo.
Diritto, Controllo e “Sviluppo Personale”
L’autore individua in John Locke una figura chiave. Locke fu il primo a sostantivizzare il termine “self” in inglese e, cosa cruciale secondo De Sutter, lo definì come un concetto comprensibile unicamente nell’ambito giuridico e forense. Questa origine legale e di controllo si sviluppa storicamente attraverso l’attribuzione di importanza politica al nome (come in Francia nel ‘600) e l’invenzione della firma, culminando nel moderno documento di identità, la carta d’identità, che De Sutter paragona direttamente al “self” di Locke.
In quest’ottica, il contemporaneo fenomeno dello “sviluppo personale” viene analizzato come una moderna manifestazione di questo controllo. L’autore critica la sua natura normativa e il suo approccio che spesso richiede “obbedienza” a metodi o esercizi, anche quando si presenta in forme apparentemente alternative.
Oltre le Discipline e Verso una Nuova Scelta
Laurent de Sutter, che si presenta non come filosofo ma con un dottorato in diritto, utilizza un metodo che definisce “pirataggio” tra diverse discipline – diritto, filosofia, psicoanalisi (come Lacan) – per costruire la sua “macchina pragmatica” di pensiero.
L’obiettivo del libro è quello di riscoprire i significati originali e spesso “dimenticati” di queste parole e, soprattutto, offrire un’ipotesi o possibilità per sfuggire a un universo di significati che ci limita. Non promette una “liberazione” facile, ma invita a prendere coscienza di come siamo “parlati” dal linguaggio e propone di esplorare la possibilità di scegliere e “fabbricare” noi stessi i termini con cui costruiamo la nostra esistenza.
“Per farla finita con se stessi” si presenta quindi come un saggio stimolante e complesso, che sfida il lettore a interrogarsi sulle origini e le implicazioni di concetti apparentemente scontati, ma che potrebbero nascondere meccanismi di controllo molto più radicati di quanto pensiamo.

