Top 5 This Week

Related Posts

Fernanda Trías presenta “Melma rosa”

Presentazione di Melma rosa, edito da Sur con Fernanda Trías, Giulia Zavagna e Massimiliano Bonatto presso la Libreria Biblion di Granarolo dell’Emilia.

Guarda la presentazione completa

“Melma rosa” di Fernanda Trías

Il romanzo è ambientato in una città portuale volutamente non specificata. Sebbene evochi Montevideo, la città natale dell’autrice, è presentata come un luogo che potrebbe essere qualsiasi città di porto, un amalgama delle diverse città in cui Trías ha vissuto. Le città portuali sono descritte come intrinsecamente conflittuali e piene di opposti.

La trama ruota attorno a una misteriosa sostanza, la “melma rosa”, che emerge dal mare, infetta i pesci e poi si diffonde a umani e volatili. L’autrice sceglie di iniziare la storia in un punto preciso, non all’inizio assoluto dell’epidemia o della vita della protagonista, ma in un momento cruciale di perdita per quest’ultima. Questa scelta serve a creare tensione narrativa e a esplorare quel momento specifico.

Lo stile

La narrazione è caratterizzata da un uso particolare dei tempi verbali, alternando passato, presente e futuro. Questo gioco temporale, che riflette il rapporto con la memoria e l’anticipazione, è fondamentale per il ritmo del libro. Trías paragona questo ritmo a quello delle onde che si infrangono e si ritirano. Per garantirne l’efficacia, l’autrice legge i suoi testi a voce alta più volte. Lei è convinta che la scrittura sia intrinsecamente musicale e che leggere poesia sia essenziale per i narratori per sviluppare questa sensibilità.

Un altro elemento distintivo sono i frammenti che chiudono ogni capitolo. Questi testi, spesso poetici e strutturati come dialoghi ambigui (talvolta con il gatto Max, che insieme a Mauro – un bambino malato – porta significati multipli nel romanzo), esplorano temi esistenziali e sfidano il lettore a interpretarli. La loro sequenza è stata volutamente mescolata rispetto alla prima stesura, per evitare che “annunciassero” il capitolo successivo e per riflettere l’atmosfera onirica e l’inaffidabilità della memoria. Questi frammenti servono anche a offrire un momento di “respiro” al lettore, rompendo l’atmosfera a tratti claustrofobica della narrazione principale.

Il punto di vista della traduttrice

La traduzione in italiano, curata da Giulia Zavagna in un lavoro di revisione millimetrico, ha dovuto confrontarsi con la complessità di questo ritmo e l’uso dei tempi verbali. Il processo è descritto come una collaborazione stretta, in cui il traduttore serve il testo originale ma porta anche lo sguardo di un’altra cultura.

Giulia-Zavagna
La traduttrice del libro, Giulia Zavagna, con l’autrice Fernanda Trias

Non solo pandemia

Infine, sebbene il libro tratti temi legati a un’epidemia, Trías sottolinea che non è l’unico elemento; il libro offre molteplici livelli di lettura e non si riduce al solo tema pandemico.

“Melma rosa” si configura quindi come un romanzo stratificato e suggestivo, dove la forma e il ritmo sono tanto importanti quanto la trama, offrendo un’esperienza di lettura ricca e stimolante.

Andrea Stella
Andrea Stellahttps://emmeaservizi.it/
Laureato in Relazioni Internazionali all'Università di Bologna nel 2010, nel 2011 ho conseguito il Master di II Livello in Management presso la Bologna Business School. Dal 2011 al 2020 Marketing Manager, Project Manager ed Account per clienti di diversi settori e dimensioni all'interno dell'Agenzia di Comunicazione Guermandi Group. Dal 2020 al 2024 attivo come Libero Professionista, in qualità di Consulente di Comunicazione e Marketing Digitale. Dal 2025 socio e responsabile area marketing e comunicazione di EMME A Servizi.

Popular Articles