Ci sono strade che si percorrono per arrivare da un punto all’altro, e poi ci sono quelle che si percorrono per il gusto di viaggiare. La Natchez Trace Parkway appartiene alla seconda categoria: un nastro d’asfalto immerso nel verde, dove la velocità è ridotta e il tempo sembra non importare.
L’abbiamo percorsa il 12 agosto 2023, nel giorno in cui siamo partiti da Clarksdale, culla del blues nel Mississippi, per attraversare Jackson e raggiungere infine Natchez, sulle rive del grande fiume. Quella giornata è stata un viaggio nel viaggio: chilometri di quiete, curve dolci e un senso di pace quasi surreale, in netto contrasto con le highway rumorose che solo un paio di giorni prima avevamo vissuto a Memphis.
Cos’è la Natchez Trace Parkway
La Natchez Trace Parkway è una strada-parco panoramica lunga circa 715 km, che collega Natchez (Mississippi) a Nashville (Tennessee), attraversando anche una parte dell’Alabama.
È gestita dal National Park Service, e non è solo una strada: è un vero e proprio parco nazionale lineare, creato per proteggere e valorizzare il percorso originario di un’antica pista indiana usata per secoli dalle tribù native, poi dai commercianti e dai coloni.
Lungo la Parkway non troverete insegne pubblicitarie, stazioni di servizio o fast food. Solo foreste, prati, fiumi e aree storiche: un museo all’aperto che racconta la storia del Sud prima che diventasse “il Sud” come lo conosciamo oggi.
Una strada che è anche un parco
Ciò che rende la Natchez Trace Parkway così speciale è proprio questa sua duplice identità: una strada, ma anche un’area protetta.
Il suo valore non è solo paesaggistico, ma storico e culturale. La “Trace” era infatti un antico sentiero commerciale e cerimoniale: i popoli indigeni lo percorrevano per spostarsi tra il fiume Mississippi e le zone del Tennessee.
Con l’arrivo dei coloni europei, divenne un’arteria di scambi e di comunicazione vitale tra Nord e Sud, fino a quando, nel XIX secolo, venne progressivamente abbandonata con la nascita delle nuove vie fluviali e ferroviarie.
Nel 1938, per preservare questo patrimonio, il governo americano istituì la Natchez Trace Parkway come area protetta federale. Da allora, il tracciato moderno segue per lunghi tratti quello originale, alternando punti panoramici, siti storici, e zone brulicanti di vegetazione.
Cosa vedere lungo la Natchez Trace Parkway
Percorrendola da nord a sud o viceversa, si incontrano decine di punti di interesse segnalati da cartelli marroni: piccole deviazioni che raccontano storie, paesaggi e popoli.
Noi, nel nostro tratto da Clarksdale a Natchez, abbiamo fatto alcune tappe intermedie che meritano una sosta — anche se non tutte allo stesso modo.
Owens Creek Waterfall
Il nome “Owens Creek Waterfall” può far immaginare una cascata spettacolare immersa nella foresta, ma la realtà è… un po’ diversa.
Quando ci siamo arrivati, il 12 agosto, la cascata era praticamente a secco — una sottile colata d’acqua su una parete di roccia argillosa, nascosta tra la vegetazione. In altri periodi dell’anno, dopo le piogge, probabilmente è più scenografica, ma in estate rimane piuttosto deludente.
Suggerimento: se viaggiate in estate, potete tranquillamente saltarla… Vale la sosta solo se avete bisogno di riposarvi un po’: il silenzio del luogo e la sensazione di essere completamente immersi nella natura, non sono affatto male.

Emerald Mound: il passato antico del Mississippi
Poco più a sud, invece, c’è una tappa che vale davvero la deviazione: Emerald Mound, uno dei più grandi tumuli cerimoniali precolombiani degli Stati Uniti, costruito tra il 1200 e il 1600 dalla cultura dei Natchez.
Si tratta di un mound alto circa 10 metri e largo oltre 200, completamente ricoperto d’erba, da cui si domina la pianura circostante. È un luogo silenzioso e pieno di significato, che testimonia l’esistenza di una civiltà organizzata e spiritualmente complessa, ben prima dell’arrivo dei coloni europei.
Camminare sopra Emerald Mound dà una strana sensazione: non c’è nulla di spettacolare nel senso visivo, ma si percepisce la forza simbolica di un luogo che ha visto secoli di storia e di rituali. Un luogo che racconta il Mississippi profondo, quello che non si mostra nei centri turistici, ma si avverte nei suoi silenzi.
Viaggiare sulla Natchez Trace Parkway: cosa aspettarsi
Guidare sulla Natchez Trace Parkway significa rallentare. Il limite di velocità è di 50 miglia orarie, e non ci sono semafori, camion o pubblicità. Solo curve morbide, prati verdi, boschi infiniti e il rumore costante delle cicale.
Non è una strada da percorrere di fretta: per quello c’è la normale highway, che vi porterà a destinazione in maggiore comodità e meno tempo.
Lungo la strada ci sono aree picnic, sentieri brevi e centri interpretativi del National Park Service che spiegano la storia del tracciato.
È perfetta da percorrere in moto, in auto o persino in bicicletta (molti la affrontano così).
Non ci sono pedaggi, né stazioni di servizio lungo la Parkway, quindi è bene fare il pieno e portare acqua e snack prima di entrare.





