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L’Eastern State Penitentiary di Philadelphia vale una visita?

La nostra risposta è certamente si! Siamo stati all’Eastern State Penitentiary essenzialmente perché bramavamo un posto chiuso in un pomeriggio dove i termometri erano pericolosamente vicini a 40 gradi centigradi con un’umidità da foresta pluviale, ma questo ex carcere museo ci ha molto colpiti.

Cos’è l’Eastern State Penitentiary?

L’Eastern State Penitentiary (ESP) è un’ex prigione americana situata a Philadelphia, in Pennsylvania, e ha operato dal 1829 al 1971. Alla sua inaugurazione, nel 1829, era conosciuta anche come Cherry Hill State Prison, edificata su dieci acri di terreno agricolo sopraelevato.

Come raggiungere la Eastern State Penitentiary?

L’edificio si trova nel quartiere Fairmount, a circa 20-30 minuti a piedi dal centro città (ad esempio da City Hall o Love Park). È una camminata piacevole, soprattutto lungo Benjamin Franklin Parkway e se il clima non è infernale come quello che abbiamo trovato noi.

In alternativa, la Broad Street Line della metro (linea arancione) ferma a Fairmount Station: da lì sono circa 15 minuti a piedi. Ci sono anche bus, oppure efficientissimi Uber, come abbiamo fatto noi.

Perché la ESP è famosa?

Nel corso della sua storia, l’Eastern State Penitentiary ha ospitato criminali noti come Al Capone e il rapinatore di banche Willie Sutton. Si narra anche che nel 1924 il governatore della Pennsylvania, Gifford Pinchot, avesse condannato Pep “il cane assassino di gatti” a una pena detentiva a vita presso l’ESP, sebbene i registri indichino che Pep fosse stato donato per aumentare il morale dei detenuti.

L’edificio fu la struttura pubblica più grande e costosa mai eretta negli Stati Uniti al momento del suo completamento.

Un sistema rivoluzionario per l’epoca

L’ESP ha perfezionato un rivoluzionario sistema di incarcerazione separata, inizialmente sperimentato presso il carcere di Walnut Street. Questo sistema, soprannominato il “Pennsylvania system” o sistema separato, enfatizzava i principi di riforma piuttosto che di sola punizione. L’idea era che i criminali, esposti al silenzio e alla riflessione sul proprio comportamento e i propri crimini, sarebbero diventati genuinamente penitenti. La direzione era legalmente tenuta a visitare ogni detenuto ogni giorno, e i supervisori dovevano vedere ogni detenuto tre volte al giorno.

Un’architettura penitenziaria che ha fatto scuola

Il progetto architettonico dell’ESP, curato da John Haviland e completato nel 1836, era all’avanguardia per l’epoca. Haviland si ispirò a prigioni e manicomi inglesi e irlandesi costruiti a partire dal 1780. La prigione presentava un aspetto neogotico inteso a infondere timore. Il suo design “a raggi” o “a ruota di carro”, con un centro ottagonale collegato da corridoi a sette blocchi di celle a un piano, divenne un modello per oltre 300 prigioni in tutto il mondo.

Le celle, inizialmente concepite con accesso tramite un piccolo cortile d’esercizio privato, erano dotate di riscaldamento a acqua calda, rubinetto con acqua corrente e WC a sciacquone, caratteristiche avanzate per l’epoca. Ogni cella aveva un singolo lucernario o finestra, spesso definito come l'”Occhio di Dio“, a simboleggiare la costante sorveglianza divina. I detenuti avevano un’area individuale per l’esercizio, racchiusa da alte mura per prevenire la comunicazione, e venivano incappucciati quando lasciavano la loro cella per evitare che fossero riconosciuti da altri prigionieri.

La chiusura definitiva

Il sistema di isolamento individuale, sebbene inizialmente considerato efficace, alla fine crollò a causa di problemi di sovraffollamento. Dal 1913, l’Eastern State abbandonò ufficialmente il sistema di isolamento e operò come una prigione comune fino alla sua chiusura nel 1970. Nel 1971, fu brevemente utilizzata per ospitare detenuti cittadini dopo una rivolta a Holmesburg Prison. Nonostante l’intenzione di riforma, i detenuti erano sottoposti a varie forme di tortura fisica e psicologica per le infrazioni, inclusi il congelamento in acqua ghiacciata, il legare le lingue ai polsi e l’isolamento completo in una fossa sotterranea chiamata “The Hole“.

La rinascita come museo

L’ESP è stato designato National Historic Landmark nel 1965. Dopo la chiusura nel 1971, la città di Philadelphia acquistò la proprietà con l’intenzione di riqualificarla, ma i piani furono interrotti nel 1988 grazie all’intervento della Eastern State Penitentiary Task Force.

Attualmente, l’Eastern State Penitentiary è aperto al pubblico come museo e sito storico. È mantenuto in uno stato di “rovina conservata” e offre tour guidati e audio-guidati (narrati da Steve Buscemi!). Ogni anno attira circa 220.000 visitatori e ospita eventi speciali come la celebrazione di Bastille Day. La prigione è anche nota per il suo evento annuale di casa stregata, “Halloween Nights” (precedentemente “Terror Behind the Walls”).

La Eastern State Penitentiary nell’arte

Il sito ospita diverse mostre d’arte permanenti e temporanee, tra cui “Ghost Cats”, “The End of the Tunnel” e “Purge Incomplete”, quest’ultima che esplora la storia dell’impianto idraulico della penitenzieria, che aveva acqua corrente prima della Casa Bianca.

Grazie al suo aspetto e alla sua storia, l’Eastern State Penitentiary è stata utilizzata come location per numerosi programmi televisivi e film, come “Twelve Monkeys” e “Transformers: Revenge of the Fallen”, e video musicali.

Eastern-State-Penitentiary

Riflettere sulla condizione dei detenuti

L’ultima parte della visita è dedicata alla sensibilizzazione sulla condizione dei detenuti di oggi negli Stati Uniti. Una mostra interattiva molto toccante ed educativa, che serve a far riflettere anche il visitatore più disattento.

In conclusione, per tornare sulla domanda iniziale: si, la visita a questo ex carcere è sicuramente molto consigliata.

Andrea Stella
Andrea Stellahttps://emmeaservizi.it/
Laureato in Relazioni Internazionali all'Università di Bologna nel 2010, nel 2011 ho conseguito il Master di II Livello in Management presso la Bologna Business School. Dal 2011 al 2020 Marketing Manager, Project Manager ed Account per clienti di diversi settori e dimensioni all'interno dell'Agenzia di Comunicazione Guermandi Group. Dal 2020 al 2024 attivo come Libero Professionista, in qualità di Consulente di Comunicazione e Marketing Digitale. Dal 2025 socio e responsabile area marketing e comunicazione di EMME A Servizi.

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