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La Route 66 in Arizona: le tappe fondamentali

Che cos’è la Route 66?

La Route 66 è una storica strada statunitense inaugurata nel 1926 che collegava Chicago (Illinois) a Santa Monica (California), attraversando otto stati per oltre 3.900 km. Simbolo della mobilità americana del XX secolo, è conosciuta come “The Mother Road”, ed è oggi un itinerario turistico e culturale leggendario, associato a libertà, viaggio e immaginario americano.

Vuoi scoprire di più sulla Route 66? Leggi questo articolo: Route 66: la “Mother Road” fra mito e turismo di massa

Che percorso fa la Route 66 in Arizona?

La Route 66 in Arizona attraversa orizzontalmente tutta la parte centro nord dello Stato, da est a ovest, attraversando alcuni dei paesaggi più belli e iconici di tutti gli Stati Uniti, dal deserto alle montagne, dalle foreste ai paesaggi lunari.

Il tratto dell’Arizona è lungo più di 385 miglia (quasi 620km), partendo da Lupton, al confine con il Nuovo Messico, fino a Topock, al confine con la California. E’ il tratto più lungo della Route 66 all’interno di un singolo Stato.

Qual è il periodo migliore per fare questo tratto?

Su internet troverete sicuramente scritto che i periodi migliori per percorre la Route 66 in Arizona sono la primavera e l’autunno, ma è una risposta piuttosto facile: per qualunque viaggio in macchina sono i periodi migliori. In realtà è un percorso talmente vario a livello altimetrico e climatico, che tutte le stagioni sono perfette.

Nella parte più desertica, ovviamente il caldo estivo si fa sentire forte, anche se noi ci siamo stati in Agosto e fortunatamente non abbiamo subito niente di estremo. Anzi, abbiamo trovato diversi temporali a spezzare il caldo. Il vero pericolo nella stagione delle piogge sono le Flash Flood. Nel tratto di strada fra Il Meteor Crater e Flagstaff, più volte ci è suonato il telefono a causa delle allerte per potenziali allagamenti. E’ una cosa tipica dei posti dove piove poco: quando arriva un temporale, scarica in poco tempo una grande quantità d’acqua e il terreno non è in grado di assorbila. Questo provoca ingrossamenti molto repentini di corsi d’acqua fino a quel momento secchi, che sono molto pericolosi.

Attenzione: in inverno, specie nei pressi di Flagastaff, capita non di rado di prendere nevicate anche abbondanti. Se decidete di andare in inverno, vi invidio molto: potete vedere panorami spettacolari, però partite attrezzati.

Le tappe da non perdere sulla Route 66 in Arizona

Fare un viaggio on the road significa scegliere di volta in volta dove fermarsi, dove fare deviazioni, dove invece tirare dritto. La libertà di spostamento di un road trip è proprio questa. Però ci sono alcune fermate che proprio non si possono evitare.

Ecco quelle che abbiamo fatto noi:

Yellowhorse Trading Post a Lupton

Proprio sul confine fra New Mexico e Arizona c’è questo vecchio trading post abbandonato, costruito accanto ad una parete di roccia sul confine (ma ci si arriva dal New Mexico) c’è anche la Hole in the Wall, posto alquanto suggestivo.

Fermata veloce, non ci sono molte cose da fare, ma una foto la merita.

Painted Desert

Situato fra Sanders e Holbrook, il Painted Desert fa parte del Petrified Forest National Park. In macchina si visita con una strada panoramica che permette diverse fermate con viste davvero suggestive. La particolarità cui deve il nome, sono i colori di queste formazioni rocciose similia a dune solide. Colori davvero sgargianti, che cambiano a seconda del livello della duna.

Ovviamente, il tutto sotto un cielo immenso come solo i deserti americani sanno avere.

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Vista da Tawa Point sul Painted Desert Rim Trail (qualche decina di metri dalla strada asfaltata)

Petrified Forest National Park

La Petrified Forest Road, all’interno del parco, dopo aver costeggiato il Painted Desert, piega verso sud e riattraversa la Route 66. Dall’altro lato della strada inizia il tratto della Petrified Forest vera e propria. E’ una foresta di tronchi fossili, come il nome suggerisce, completamente pietrificati dall’azione combinata del tempo e della poca umidità del luogo. Ce ne sono veramente tanti, prima più radi e poi sempre di più, fino al museo / visitor center finale, dove si posso toccare con mano e dove viene spiegata nel dettaglio la loro storia molto particolare.

Degni di nota, le molte iscrizioni rupestri che si possono ammirare in vari punti del parco. In particolare c’è la Newspaper Rock, che è pienissima di graffiti, segno che l’area anticamente era molto popolata.

Jack Rabbit Trading Post

Una tappa merita anche il Jack Rabbit Trading Post, situato sulle rive del Little Colorado, proprio a metà strada fra Holbrook e Winslow. E’ un classico trading post, come se ne incontrano molti nell’ovest americano, ma ha la particolarità di essere tutto a tema conigli. Qualche modo per distinguersi dovranno pure trovarlo, no?

Wislow

Ci siamo fermati a Wislow per cercare qualcosa da mangiare e ci siamo accorti subito che era meta di turismo anche interno e non solo di stranieri affascinati da mito della Route 66. Il motivo? Stare sull’angolo.

“Standing on the corner” si riferisce a un verso della hit degli Eagles “Take It Easy”, immortalato allo Standin’ on the Corner Park di Winslow, in Arizona. Questo parco commemora l’iconico verso che recita “I’m a-standin’ on a corner in Winslow, Arizona“. E così, tutti a farsi le foto sul corner a Winslow, Arizona.

Meteor Crater

40 km a ovest di Winsolw, una piccola deviazione consente di andare a visitare questo posto notevolissimo. Siamo arrivati sotto un acquazzone notevole e con il telefono che continuava a dare allarmi per possibili flash flood, per cui siamo stati ben contenti di riparci per un po’ di tempo nel grande visitor center in cima a quella che sembra una collina.

In realtà non è una collina, ma il bordo del cratere da impatto di un meteorite. Il video e il percorso didattico spiegano molto bene la storia del luogo e le varie ipotesi che si sono succedute sul cratere, che all’inizio era stato ritenuto di origine vulcanica.

Il posto vale assolutamente una visita: il museo con varie installazioni interattive e il simulatore con esperienza immersiva sono belle per i grandi e indimenticabili per i più piccoli.

meteor-crater-arizona

Flagstaff

Flagstaff, capoluogo della Contea di Coconino, è una cittadina di medie dimensioni adagiata fra foreste e montagne. E’ una delle mete preferite dagli abitanti dell’Arizona per gli sport invernali e le attività outdoor in generale. Si respira l’aria del piccolo centro ricco. Noi ci siamo fermati una notte e l’abbiamo usata come base per una gita a Sedona, che non è sulla Route 66, ma che offre alcuni dei paesaggi più stupefacenti che abbiamo visto negli U.S.A.

Appena fuori città inizia la Coconino National Forest.

Williams

A Williams invece abbiamo dormito dopo la visita al South Rim del Grand Canyon, per evitare la ressa di turisti negli alberghi più vicini. In effetti si autodefinisce “Getaway to the Grand Canyon”, quindi non dobbiamo essere stati i soli a pensarlo.

Downtown offre negozi e varie amenità a tema Route 66 e Grand Canyon, ma devo dire che non l’abbiamo girata molto. Anzi, per niente. Abbiamo solamente visto che da qui parte la Grand Canyon Railway: un treno d’epoca che vi può portare nel parco in grande stile.

La cittadina è in effetti come tante da queste parti, ma la visita in un tipico diner della Route 66 vale sempre la pena.

Goldies Route 66 Diner a Williams (Arizona)

Seligman

Seligman è esattamente la cittadina che vi aspettate di vedere sulla Route 66 del mito. Forse troppo. Turisti scaricati dai pullman prendono d’assalto i vari negozi a loro dedicati e si sparpagliano per le foto opportunity dislocate ad arte. Bella, sicuramente caratteristica, ma un filo troppo per i miei gusti.

Ah, ovviamente è la città che ha ispirato il film Disney Cars, quindi aspettatevi di vederne i segni da ogni parte.

Hackberry General Store

Anche questo luogo vive sul limitare fra la costruzione per turisti, il ricordo di fasti andati quando non c’era l’autostrada e tutta l’America passava di qui e la dura realtà della povertà. C’è un po’ di tutto questo, unito a una pace e una bellezza notevolissima.

Voto 10: fermata imprescindibile.

Oatman

La città fantasma di Oatman non è per nulla fantasma. E’ piena di gente. Talmente tanta gente che abbiamo dovuto fermarci per forza, dato che la strada era chiusa. Si perché a intervalli regolari, la Route 66 viene occupata da cowboy che inscenano uno stallo alla messicana e una sparatoria ad uso e consumo dei turisti che così sono (come noi), obbligati a fermarsi, parcheggiare e possibilmente comprare qualcosa nei vari negozietti lungo la strada.

E’ evidentemente una trappola per turisti, ma ci facciamo intrappolare più che volentieri!

Nota notevole: la cittadina è famosa per essere abitata da numerosi asini, che girano liberamente fra le auto e le case. Abituati alle persone, non sono per niente timidi. Sono stato testimone di uno scippo a pochi metri da me: un asino ha letteralmente rubato le caramelle ad un bambino che si è spaventato più per i denti dell’animale che per la perdita delle caramelle. A lui Oatman non è piaciuta quando a me.

Topock

Liberata la strada dai cowboy, abbiamo proseguito verso valle e scesi dalle montagne, proprio prima di attraversare il confine con la California, l’ultima fermata sulla Route 66 in Arizona è stata per noi la Topock66 Marina. La Topock66 Marina è un locale dove si mangia, con una grande piscina dentro la quale gli americani ballano, bevono e mangiano.

Il nome “Marina” deriva dal molo che da sul Topock Bay, collegato al fiume Colorado. Se volete vedere gli americani veri e se vi chiedete perché si vedono anche in mezzo al deserto pick up con moto d’acqua e motoscafi, questo è il posto giusto per capire.

Attraversato il fiume Colorado la Route 66 entra in California, ma questa è un’altra storia.

Andrea Stella
Andrea Stellahttps://emmeaservizi.it/
Laureato in Relazioni Internazionali all'Università di Bologna nel 2010, nel 2011 ho conseguito il Master di II Livello in Management presso la Bologna Business School. Dal 2011 al 2020 Marketing Manager, Project Manager ed Account per clienti di diversi settori e dimensioni all'interno dell'Agenzia di Comunicazione Guermandi Group. Dal 2020 al 2024 attivo come Libero Professionista, in qualità di Consulente di Comunicazione e Marketing Digitale. Dal 2025 socio e responsabile area marketing e comunicazione di EMME A Servizi.

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