I costi della tessera dei parchi per il 2026 segnano una frattura netta rispetto al passato. Per anni abbiamo raccontato quanto l’America the Beautiful Pass fosse uno strumento intelligente, quasi inevitabile, per chi pianificava un viaggio on the road fra i grandi e bellissimi parchi nazionali americani. Oggi dobbiamo raccontare altro: un drastico aumento dei costi riservato ai soli turisti stranieri, deciso dall’amministrazione Trump, che potrebbe cambiare radicalmente l’equilibrio economico di un viaggio negli Stati Uniti.
Non è un semplice adeguamento tariffario. È una scelta politica che si inserisce nella più vasto riposizionamento internazionale degli USA e che concorre a modificarne l’attrattività turistica.

Quanto costava fino al 2025: un sistema sostenibile
Fino al 2025 il sistema era chiaro e relativamente equo.
L’America the Beautiful Pass costava 80 dollari l’anno per veicolo e consentiva l’accesso a oltre 2.000 aree federali, inclusi i principali parchi nazionali. Per una famiglia di quattro persone in auto – il caso tipico di un tour dell’Ovest – il risparmio era evidente.
Immaginiamo un itinerario classico con quattro parchi:
- Grand Canyon National Park
- Yosemite National Park
- Zion National Park
- Bryce Canyon National Park
Il costo medio di ingresso per veicolo era di circa 35 dollari per parco.
Senza tessera (2025)
35 $ × 4 parchi = 140 dollari
Con tessera (2025)
America the Beautiful Pass = 80 dollari
La scelta era razionale: con 80 dollari si coprivano tutti gli ingressi e si otteneva un margine di flessibilità importante. Era uno dei rari esempi in cui il sistema federale americano favoriva concretamente il viaggiatore internazionale.
Ne avevamo raccontato i dettagli in questo articolo: Fare la tessera dei parchi “America The Beautiful” conviene davvero?

Costi tessera dei parchi 2026: cosa cambia per i turisti stranieri
Dal 1° gennaio 2026 l’amministrazione guidata da Donald Trump ha introdotto una distinzione sostanziale tra residenti e non residenti.
Per i turisti stranieri la tessera annuale America the Beautiful Pass passa da 80 a 250 dollari in un colpo solo. L’aumento da 80 a 250 dollari rappresenta un incremento superiore al 200% per chi viaggia dall’Europa o da altri continenti.
Ma non è l’unico aumento. Per evitare che divenisse più conveniente optare per le singole entrate, è stato introdotta una tariffa aggiuntiva di 100$ a persona in molti dei parchi più visitati d’America.
Ecco la lista dei parchi oggetto di questo rincaro:
- Acadia National Park
- Bryce Canyon National Park
- Everglades National Park
- Glacier National Park
- Grand Canyon National Park
- Grand Teton National Park
- Rocky Mountain National Park
- Sequoia & Kings Canyon N.P.
- Yellowstone National Park
- Yosemite National Park
- Zion National Park
Con questa rivoluzione nelle tariffe, ovviamente occorre ripensare a tutte i ragionamenti che erano validi fino allo scorso anno. Il budget da prevedere per il viaggio diviene radicalmente diverso.

America the Beautiful 2026: i costi
Riprendiamo lo stesso esempio di prima: una famiglia di 4 persone in viaggio on the road con un’auto e che voglia visitare Bryce Canyon, Zion, Gran Canyon e Yosemite. Un caso piuttosto comune per viaggio nell’ovest.
Abbiamo detto che nel 2025, una famiglia di 4 persone con un auto, senza tessera poteva accedere ai 4 parchi per un costo complessivo di 140$.
Nel 2026 oltre ai 35$ per auto, vanno aggiunti 100$ a persona per ogni parco. Il conto è presto fatto: 435$ per ogni parco, cioé 1740$!
Avete capito bene: da 140$ a 1740$ per una famiglia di 4 persone. Una vera follia. Ovviamente questo scoraggerebbe la stragrande maggioranza dei turisti.
A queste condizioni, nonostante l’aumento, continua ovviamente a convenire fare la tessera America the Beautiful Pass per 250 dollari. Anzi, conviene ben più degli anni passati.
Una differenza di 170 dollari in più per lo stesso identico viaggio, ma che non è poi molto in confronto all’aumento dei singoli parchi.

Una mossa politica
Non si tratta certo di un mero adeguamento all’inflazione. È una scelta deliberata di segmentazione tariffaria su base nazionale: la politica America First che mostra il suo effetto pratico.
L’aumento dei costi tessera dei parchi 2026 non può essere letto come un atto isolato.
Solo per citare alcune delle cose più evidenti, negli ultimi mesi si sono sommate:
- politiche più aggressive sui controlli alle frontiere;
- maggiore rigidità sui visti;
- attenzione invasiva ai profili social dei viaggiatori;
- dichiarazioni pubbliche ostili verso partner storici europei.
Le immagini delle violente cacce allo straniero diffuse dai media e le parole di diversi esponenti dell’amministrazione hanno contribuito a creare un clima che definire “poco accogliente” per i turisti è poco.
L’aumento della tessera dei parchi si inserisce in questo contesto.

Impatto sul turismo verso gli Stati Uniti
Chi scrive sa bene che tutte queste misure sono fatte, anzi ostentate, quasi esclusivamente per parlare all’elettorato MAGA. Mostrare pugno duro verso gli stranieri era parte del programma elettorale dell’attuale Presidente e azioni di questo tipo sono ben più facili da mostrare al paese rispetto ad un cambio di rotta economico o a una diminuzione del costo della vita.
Tuttavia, il risultato è che i turisti europei si sentono sempre meno i benvenuti negli Stati Uniti d’America. Non c’è più una percezione di assoluta sicurezza e tranquillità. L’aumento dei prezzi sulla base della provenienza rende esplicito un certo grado di ostilità.
L’aumento dei prezzi è una misura in qualche modo illiberale? No. Una amministrazione può tranquillamente decidere di privilegiare i propri cittadini che vogliono fruire di una ricchezza nazionale come i parchi. Un aumento del 200% in una volta, però, è evidentemente una misura di bandiera con un significato ben preciso.

Un equilibrio che cambia
Siamo consapevoli che da adulti bianchi viaggiare on the road per l’America rimane un’esperienza sicura. Sappiamo bene che le storie dei respingimenti di turisti alla frontiera o arresti arbitrari di cittadini europei, rimangono nel novero dell’aneddotica e non sono statisticamente rilevanti.
Tuttavia, anche noi come molti altri, anche noi abbiamo deciso che nel 2026 non andremo in U.S.A. Dopo 4 anni consecutivi di stupendi viaggi americani, saremo fra quelli che stanno facendo declinare in maniera rovinosa il numero degli ingressi turistici.
E ci dispiace davvero tanto, perché rimaniamo perdutamente innamorati degli Stati Uniti, del loro territorio unico e della loro società così piena di contraddizioni.
Speriamo vivamente che ci sia un cambiamento di rotta nei prossimi anni. Magari già a partire dalle elezioni di Mid Term di novembre.


